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La concettualizzazione della lingua scritta
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Una sfida: conoscere i processi dell'apprendimento della scrittura e della lettura dei piccoli aiuta a capire le difficoltà linguistiche degli adolescenti?
Un percorso tra infanzia e scuola primaria, tra teoria ed esperienze, un tentativo di costruire una competenza in "verticale".
L'illustrazione della prima locandina esplicita l'esposizione di Pezzin: esistono nei piccoli della materna diversi livelli di concettualizzazione della lingua scritta, e ognuno è un passaggio indispensabile senza il quale non è possibile apprendere a scrivere e a leggere.
La concettualizzazione della lingua scritta nella scuola dell'infanzia.
Qui la cartella dei materiali di Mirella e gli appunti finora giunti in redazione.
La piattaforma che ospita il sito non ci permette di aprire uno spazio forum. In quello sottostante trovate molte riflessioni sull'argomento "apprendimento della lettura e della scrittura". Nel frattempo, in attesa di risolvere il problema, potete scrivere alla redazione.
Pratiche di scrittura nel primo ciclo della scuola primaria.
(locandina - locandina per stampa)
Pratiche di scrittura ... : pdf della relazione (sono state apportate alcune modifiche per alleggerire il file).
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http://eugenioberti.wordpress.com/
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Luisa Girardi - Stili di insegnamento/apprendimento della lettura e della scrittura e scelte consapevoli. Riflessioni di un'insegnante a fronte di bambini nuovi.
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(locandina-versione per stampa)
Stili di insegnamento/apprendimento ...: pdf della relazione
Esempio di analisi del compito (pdf del "compito" di ascolto - pdf dell'analisi)
È possibile, anche per chi non ha partecipato ai seminari, chiedere ulteriori approfondimenti e/ospiegazioni delle attività proposte.
Il Cidi Torino è disponibile: a ripetere i seminari; a costruire gruppi di ricerca e riflessione in cui si possano condividere esperienze, metodologie, spunti di didattica; a proporre attività nelle scuole.
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La ricerca va avanti, anche se siamo passati in seconda classe.
Alcuni materiali presentati nell'incontro "Otto buoni motivi" sono presenti in fondo a questa pagina, poiché facilmente reperibili in rete attraverso una ricerca mirata. La presentazione e gli appunti sul rapporto tra oralità e scrittura di Luisa Girardi sono invece inseriti nella pagina "Materiali", in quanto destinati ai partecipanti all'incontro.
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COME INSEGNO A LEGGERE E A SCRIVERE....
Abbiamo intenzione di dare vita ad un gruppo di insegnanti di scuola primaria per condividere e riflettere insieme sull'importanza del metodo di apprendimento della lettoscrittura nella prima classe elementare.
A primi momenti di confronto sulle teorie e i metodi più usati vorremmo far seguire un gruppo di ricerca azione che continui il dibattito durante l'anno.
L'intento del gruppo è quello di confrontare le esperienze sull'insegnamento della lettoscrittura, di verificare le teorie, di sperimentare materiali di indagine comuni all'inizio dell'anno scolastico e in itinere, di evidenziare nodi e problematiche su cui richiedere, eventualmente, interventi formativi ad esperti che saranno individuati successivamente.
Per partecipare è necessario comunicare all'indirizzo Cidi, o ai referenti sopra indicati, il proprio nominativo.
Locandina dell'iniziativa.
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Le finalità del gruppo: slide di presentazione.
Verbale del primo incontro.
Il gruppo segue un percorso di indagine sui prerequisiti fonologici e metafonologici ispirato al protocollo di Giacomo Stella, nell'applicazione realizzata durante una ricerca azione svolta in Valle d'Aosta e raccontata nella pubblicazione "IMPARARE È DIFFICILE - Apprendimento e letto-scrittura; materiali per un approccio costruttivo e spontaneo" (Dionisi - Fracasso, L'Ecole, 1994).
Verbale del secondo incontro.
Gli impegni sono tanti, i piccoli assorbono le energie... Inauguriamo qui un forum per parlarci a distanza e mantenere il contatto.
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| Apprendere a leggere e a scrivere
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| Avanti | |  |
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 | Evi |
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Ecco, sono arrivata anch'io, grazie alla cortesissima e coinvolgente premura di Daniela : un'infiltrata da Trieste, e dalla scuola superiore, poi! Che vorrà mai?
Mi chiamo Evi e insegno italiano in un liceo linguistico. Lavoro nelle mie classi (ginnasiali e liceali) da sempre sulla comprensione del testo e sulla scrittura, ma Ambel, qualche anno fa, nel progetto Poseidon, mi ha fatto appassionare al concetto di lettoscrittura ; mi interessano in particolare i meccanismi inferenziali, le difficoltà che li inceppano. Ci sono dei diciottenni che incontrano problemi per noi misteriosi, talvolta, nella comprensione dei testi. Perlopiù è colpa di un atteggiamento troppo frettoloso, ma talvolta i problemi sono di carenza di impostazione, e cerchiamo di offrir loro qualche strumento in più. Qualche volta è un po' tardi per recuperarli, ma qualcosa si può fare sempre. Meglio, però, impostarli bene subito.
Ho visto che alla primaria state facendo un lavoro bellissimo! Già dalla prima elementare, con Pimpa, filastrocche, ippopotami,... . Se si inizia da subito, insomma, forse i meccanismi non si inceppano. O almeno si riesce ad oliarli un po' meglio.
In poche parole, il lavoro che state facendo mi interessa molto. Ulteriori dettagli un'altra volta. Intanto provo a mandarvi un piccolo contributo, una vignetta che viene da Francoforte. Certo, può esser utile sapere che Knut è l'orso dello zoo di Francoforte, ma magari serve solo sapere che è un nome. A quale livello d'età, secondo voi, si possono compiere le inferenze necessarie a divertirsi per questa vignetta? Sono ammissibili tutte le risposte, anche "a me non dice niente".
Ciao, Evi
PS: Ohibò, non trovo dove allegare un file. Intanto spedisco, forse troverò sulla pagina. Perdonatemi, so che siete pazienti con gli inesperti!

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Chissà se riesco a rispondere... Carissima Evi, che vergogna... non mi ero neanche accorta che avevi postato un messaggio sul forum! e dire che predico sempre di controllare, di vedere, poi per prima non lo faccio.... Anch'io trovo interessantissimo il discorso delle inferenze e di come si possa pian piano suggerire ai bambini che non tutto è scritto nel testo e che qualcosa è suggerito, o che ci sono elementi che permettono di completare quel "ponte" tra le informazioni.
Per loro è una bella scoperta, da fare pian piano, perché non siano disorientati: come, prima la maestra mi dice che per rispondere devo cercare le informazioni nel testo e poi dice che non tutto è scritto?
Mi piace molto accompagnare i miei bambini nella scoperta della ricchezza della lettura, della comprensione che va oltre l'esplicito. Si costruisce gradualmente l'attenzione ai particolari, ma anche al significato globale.
Faccio un primo tentativo d'invio, mi sembra che ci sia qualcosa che non va...
sì, ho scoperto cosa: dall'altro server non sono abilitati i pop up per l'inserimento delle risposte (probabilmente uso parole a casaccio, ma in sostanza se lavoro da questo indirizzo riesco a fare tutto, dall'altro no)
Per tornare alle inferenze, o alla comprensione approfondita di un testo, penso che sia possibile costruire qualcosa già con i bambini piccoli, attraverso una didattica per domande, senza dare mai loro risposte ma chiedendo ipotesi da verificare attraverso il ritorno al testo o alle conoscenze personali. Luisa aggiungerebbe sicuramente l'importanza dell'anticipazione e, soprattutto, della verifica delle proprie ipotesi.
Questa è la cosa che ho verificato nelle risposte alle prove Invalsi dei ragazzi di quinta della mia scuola. Premetto che le prove Invalsi non mi piacciono: non mi piacciono i testi, non mi piace la struttura esclusiva di domande chiuse, ritengo, da profana, che alcune delle riposte date alle prove di seconda e quinta non fosero corrette e che non sempre le domande testassero proprio i processi che si dichiaravano. Ma questo è un altro discorso, ci vorrebbe un forum con Ambel come moderatore. La difficoltà più grossa sembra essere nell'incapacità di tornare a verificare le proprie ipotesi di partenza, la propria comprensione superficiale. Altro nodo le inferenze e la comprensione valutativa...
Riprenderemo il discorso.
Ho inserito l'immagine di Knut, ma.. confesso.. non lo capisco....
scusa per il ritardo della risposta
daniela webmaster |
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DA EVI, che andava di fretta e ha inviato attraverso mail. 
Grazie, Daniela! Nemmeno io sono più entrata nel vostro forum da molto tempo, tra le mille urgenze che incombono e che sfuggono. Par di vivere sempre all’inseguimento di qualcosa. Ma ogni tanto serve una piccola sosta.
Quello che dici è prezioso: la lettura come scoperta della ricchezza, da compiere pian piano, guidati, in un ritorno continuo tra i particolari e il senso globale, le domande, le ipotesi, le verifiche nel testo… E’ quello che cerchiamo di fare anche quando i nostri lettori crescono, ed hanno più conoscenze, più esperienze di vita, più strumenti da mettere in gioco, su cui esercitare la loro arte dell’inferenza. E’ più facile se sono stati nutriti così, con il senso del piacere di chiedersi, della libertà di interpretare ma sempre nell’attenzione al testo, senza sovrapporre problemi propri, visioni proprie (ma lì improprie), che pur sono importanti, ma non lì, non su quel testo, che non porta sul sentiero dove sentono di voler andare in quel momento. Anticipazioni, ipotesi, verifica. Insomma, cura, rispetto del testo, interazione con se stessi, con gli altri, ma ritorno (più ricco di prima) al testo. E magari scrittura, che arricchisce ancora di più. Sé stessi e il testo.
In altre parole, mi pare che la direzione sia comune, e mi piace: ho scoperto la scuola primaria con la mia bambina, tanti anni fa, nel bene e nel male; ma poi soprattutto negli ultimi anni con le corsiste di Poseidon (tante splendide maestre ricche di sensibilità e di idee), con i gruppi verticali provinciali per l’elaborazione di un curricolo di competenze… E quando ho trovato voi è stato proprio come scoprire una miniera. D’altro canto, abbiamo degli ottimi maestri comuni!
Inferenze: sto cercando anch’io di approfondire questo aspetto, il più interessante e forse il più difficile. Per certi ragazzi l’attività di collegamento è immediata, facile, gratificante; per altri è opaca, ruvida, frustrante. C’è un bel libro della Lumbelli, uscito da poco, anche recensito da Ambel , ho visto, sull’ultimo Insegnare, (La comprensione come problema). Ma la casistica dei percorsi di comprensione è ricchissima. Io la vedo negli adolescenti, nelle vostre esperienze cerco di rintracciarne le radici. Ma senza un vero impegno, giusto per quanto posso.
Il disegno di Knut probabilmente non si vede bene. Gli elementi che possono far scattare le relazioni significative sono l’espressione sonnacchiosa, l’occhio del babbo che si sta appena appena aprendo dopo un pisolino pomeridiano (di quello che ti ottundono un po’) e l’aria soddisfatta del muso dell’orso Knut, che sembra quasi pregustare la sorpresa della nuova opera di ritaglio. Se i tratti del disegno sfuggono, non c’è nulla da fare, le relazioni non emergono. Ecco, forse quello che noi facciamo con i bambini / ragazzi è di ripassare a penna quei tratti, che si vedano meglio.
Invalsi: per la prima volta quest’anno avremo anche noi, al secondo anno delle superiori (10 maggio), la nostra prova di comprensione del testo. Sarà una buona occasione per approfondire. Quella di terza media dell’anno scorso non mi pareva male, come impostazione di lettura. Ma certo i ragazzi per non sentir4si spiazzati devono venir abituati a considerare il testo in modo non superficiale, ad andare e tornare, su e giù, giù e su, locale e globale, con le valige sempre più piene di comprensione. Servirà loro anche a leggere bene le consegne dei test d’accesso ai corsi universitari, quando saranno più grandi. O altre cose, ancora più importanti. Insomma, la scommessa comune mi pare essere l’allenamento alla profondità e alla concentrazione nella lettura. Possibilmente con il divertimento e la gratificazione della scoperta.
Ciao, Daniela! Un caro saluto a tutte/i voi, Evi 28.1.11 webmaster |
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Le esperienze raccontate nel forum si riferiscono, com'è naturale, alla didattica viva. Perchè allora non provare anche a scambiarci i materiali, a completare i racconti con qualche esempio di "buona pratica"? Spesso da "cosa nasce cosa" ...
È possibile partecipare al forum e chiedere di inserire le proprie attività nella pagina esperienze se si è registrati al gruppo letto- scrittura (vedi modalità nel box a lato). Le esperienze didattiche vanno inviate alla redazione, accompagnate da una scheda di presentazione che ne illustri finalità, destinatari, modalità di lavoro.
Nella pagina esperienze, riservata agli utenti registrati, sono attualmente disponibili questi materiali:
Lingua italiana:
- Unità didattica su una filastrocca cantata: la struttura, la rima, la riflessione linguistica a sostegno della produzione di un testo secondo un modello dato.
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- I bambini di prima possono capire le inferenze? Riempire insieme i "buchi " di un testo a fumetti.
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- Ancora i fumetti per imparare a rispondere alle domande sul testo e completare le inferenze.
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- Comprendere un testo espositivo: una cosa da grandi?
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| Materiali per la consultazione
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Per ricevere informazioni o iscriversi al gruppo, inviare una mail ai referenti o a ciditorino.mail@gmail.com, oggetto: "Apprendimento della scrittura".
I visitatori possono leggere gli interventi del forum. Per rispondere e partecipare allo scambio di esperienze è necessario essere registrati come utenti.
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Una bellissima poesia di Valerio Magrelli e un testo di Luigi Malerba sull'imparare a leggere.
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INSEGNARE, n° 3/4 2009 : leggi sull'argomento un articolo di B. Campolmi e G. Cavinato : "Apprendere e comprendere: tornare all'antico?"
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Alcuni articoli da La Repubblica sui metodi di apprendimento della lettura.
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Alcuni testi da prendere come riferimento, dai quali prendere spunti, sui quali discutere ...
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Esistono in rete molti siti che offrono materiali di consultazione sui diversi metodi per l'avviamento alla lettoscrittura. Ne proponiamo alcuni...
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